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3P: Panorama, preti, presidenti

Con una copertina aderente allo stile del settimanale, Panorama pubblica oggi un pessimo articolo – ampiamente pubblicizzato già ieri – sulla vita notturna di alcuni preti omosessuali mischiando omofobia e pruderie, gossip di bassa lega e disinformazione. La copertina: due mani giunte con un rosario e lo smalto rosa sulle unghie. Non sappiamo chi siano i grafici di Panorama e non sappiamo che luoghi e quali omosessuali frequentino, ma diciamolo con franchezza: con quell’immagine molto old style vuole associare l’idea dello smalto, simbolo stereotipato della femminilità, all’omosessualità facendo l’equazione “gay = donna”. Nulla di più falso, nulla di più stantio.
Tornando invece all’articolo vero e proprio vi si legge solo di preti adescati e filmati anche durante rapporti sessuali senza il loro consenso in barba alla filosofia sulla privacy. Anche questa volta il filmato ha un solo scopo che non è certo fare un’inchiesta su un illecito o su un malcostume:
– perché non c’è nulla di nuovo sotto il sole: tutti ricorderanno il servizio di Exit, il programma di La7 condotto da Ilaria D’Amico.
-perché due persone adulte e consenzienti che hanno un rapporto sessuale consensuale non commettono alcun reato
-perché si prova a sputtanare una categoria, quella dei preti, che vengono cosi accomunati tutti, indiscriminatamente, a viziosi, ma non ci è dato però di sapere cosa pensino questi uomini dell’omosessualità e come la vivono
-perché si prova a sputtanare una comunità, quella delle persone gay che vengono – ancora una volta – mostrate come interessate solo al sesso promiscuo.
Ci sembra ovvio che ci sono un sacco di preti eterosessuali e ci aspettiamo quindi che per contraddire le nostre supposizioni e dimostrare che l’intento era solo di informare dell’esistenza di un fenomeno Panorama faccia anche un reportage su quei preti eterosessuali che hanno rapporti con prostitute, che hanno relazioni stabili e a volte figli.
Di fronte a questo servizio, è da notare che il vicariato di Roma, al contrario dei casi di pedofilia, che vengono insabbiati o sminuiti, chiede ai preti omosessuali di venire allo scoperto e di rinunciare ai “benefici” – che credevamo non esistessero – derivanti dallo status clericale.
Esprimiamo anche forti perplessità per le dichiarazioni di alcuni esponenti dell’associazionismo gay che nel tipico sport della corsa al comunicato e alle dichiarazioni a mezzo stampa, invece di rinunciare ad un contributo allo sciacallaggio messo in atto da Panorama, confessano esperienze personali, danno numeri e aiutano a definire topologia e vademecum per partecipare a questi incontri.

La stagione dei Pride

Inizia la stagione dei Pride, l’occasione di maggiore visibilità delle persone gay, lesbiche,bisessuali, trans*, intersessuali e queer.

We Have a Dream” cerca da sempre di contribuire fattivamente alla costruzione di una comunità consapevole, quanto più coesa ed estesa, e proprio per questo non aderisce formalmente a manifestazioni istituzionali pur promuovendone la conoscenza.

Pride significa “orgoglio”, libertà di essere quello che si è, ognuno/a coi sui tempi e i suoi percorsi, convinti/e che le cose potranno cambiare solo se troveremo il coraggio di metterci la faccia e di renderci visibili alla società.

Questo non significa necessariamente aderire ad un progetto specifico quanto piuttosto comprendere l’importanza di camminare lungo un sentiero che ci consenta di vivere liberamente nella pienezza del nostro essere.

I Pride e gli eventi che li accompagnano sono momenti centrali di visibilità e di confronto dell’universo LGBTIQ con il resto della società. Essi contribuiscono, a volte in maniera determinante, a compattare la comunità delle persone LGBTIQ e a dare sostegno a chi decide di vivere alla luce del sole. Per questo WHAD invita a conoscere e a partecipare alle iniziative dei Pride che, dal 12 giugno in poi, si svolgeranno in giro per l’Italia, cercando di coinvolgere anche altre persone.

MILANO 12 GIUGNO 2010 “ORA NE ABBIAMO ABBASTANZA!” – http://www.pridemilano.org

PALERMO 19 GIUGNO 2010 “SICILIA PRIDE” – http://siciliapride.org/

TORINO 19 GIUGNO 2010 “I DIRITTI SONO IL NOSTRO PRIDE” –http://www.torinopride.it/

NAPOLI PRIDE NAZIONALE 26 GIUGNO 2010 “ALLA LUCE DEL SOLE”-http://www.napolipride.com/

ROMA 3 LUGLIO 2010 “OGNI BACIO UNA RIVOLUZIONE”-http://www.romapride2010.it/

TREVIGLIO 3 LUGLIO 2010 “GUARDIAMOCI IN FACCIA” –http://www.trevigliopride.it/

CATANIA 10 LUGLIO 2010 “VERSO UN FUTURO DIVERSO” – http://www.cataniapride.it

Giornata Mondiale contro l’Omofobia: tutt* in piazza!

Il 17 maggio 2010 si celebra la sesta giornata mondiale contro l’omofobia (IDAHO International Day Against Homophobia). La data ricorda il 17 maggio 1990 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso anche l’omosessualità ego-distonica dall’elenco delle malattie mentali.

Il Parlamento Europeo si è già pronunciato il 18 Gennaio 2006 con una Risoluzione sull’omofobia in Europa nella quale condanna con forza ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale ed è tornata a parlarne con la risoluzione del 26 aprile 2007 per ricordare la necessità che la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale in tutti i settori sia vietata completando il pacchetto legislativo contro la discriminazione basato sull’articolo 13 del trattato CE, indicendo il 17 maggio di ogni anno quale Giornata internazionale contro l’omofobia.

Ancora oggi, nel 2010 alle sollecitazioni del Parlamento Europeo lo Stato Italiano risponde con l’indifferenza e il silenzio e continua a evitare di promulgare una legge che riconosca il reato di Omofobia.

Al silenzio istituzionale si unisce quello sociale. Entrambi favoriscono non solo la violenza fisica, ma anche la discriminazione a scuola, sul posto di lavoro, nei luoghi di aggregazione per le persone lesbiche, gay, trans gender, bisessuali, queer e intersessuali.

L’omofobia la si subisce ogni giorno, anche nei piccoli gesti della vita quotidiana, per questo vi invitiamo a scendere in piazza per farci sentire, in maniera pacifica, colorata e chiassosa!

Portate in piazza i vostri ‘strumenti’ per essere rumorosi contro il silenzio delle Istituzioni: strumenti musicali, fischietti, pentole, coperchi, campane, cellulari e tutto quanto troviamo nelle nostre case per squarciare il silenzio che circonda l’omofobia.

Vi aspettiamo Lunedì 17 maggio dalle ore 19 in poi, davanti la piazza di Montecitorio

– Leggeremo una sintesi della risoluzione europea contro l’omofobia, per conoscere ciò che succede attorno a noi e ciò che ancora non succede in Italia.

– Ognuno di noi potrà leggere le dichiarazioni omofobe, esplicite o velate, di personaggi pubblici, politici e prelati che contribuiscono a diffondere questo clima di odio sociale. Vi invitiamo a portare dichiarazioni, articoli, brevi scritti estratti da qualsiasi pubblicazione che ognuno di noi potrà leggere in piazza.

– Sulla scia della mobilitazione, della rottura del silenzio e dello spirito di solidarietà, alla fine imbracceremo tutti i nostri ‘strumenti’ e contribuiremo a costruire una chiassosa, ma pacifica orchestra rumorosa contro il silenzio!

puoi farti un’idea qui http://www.youtube.com/watch?v=HpEOQEjrjpM&feature=related

Primavera di una nuova era

Domenica 21 marzo, primo giorno di primavera, il comitato “Sì, lo voglio” dà appuntamento a Roma, in Piazza SS. Apostoli alle ore 17:30, a chiunque abbia a cuore la pari dignità civile per tutti i cittadini, alla vigilia di un momento storico rappresentato dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.

Siamo alla vigilia di una nuova era per i diritti civili dei gay e delle lesbiche di questo Paese, fra gli ultimi in Europa ad affrontare questa importante questione”, dichiarano le associazioni lesbiche e gay, la maggioranza delle quali si sono unite nel comitato “Sì, lo voglio”, che supporta e coordina tutte le iniziative legate al riconoscimento del matrimonio civile per le coppie omosessuali.

Il prossimo 23 marzo la Corte Costituzionale si pronuncerà infatti in merito alla costituzionalità di due dei quattro ricorsi presentati ai tribunali di Trento, Venezia, Ferrara e Firenze da coppie di persone dello stesso sesso, impugnando in sede giudiziale il rifiuto alle pubblicazioni ricevuti dai rispettivi comuni di residenza.

Il tutto nell’ambito della campagna di “Affermazione Civile”, portata avanti a livello nazionale dall’Associazione Radicale Certi Diritti e da Rete Lenford, avvocatura per i diritti lesbici e gay, che ha coinvolto oltre trenta coppie.

In Italia il matrimonio civile fra persone dello stesso sesso non è vietato da nessuna disposizione del Codice Civile e risponde al principio della “pari dignità sociale”delle cittadine e dei cittadini, sancito dall’articolo 3 della Costituzione, nonché ai principi dell’articolo 29 che in nessun caso parla di maschio e femmina, ma solo di “società naturale fondata sul matrimonio”, a sua volta “ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi”.

Domenica 21 marzo sarà l’inizio della primavera, il giorno in cui si festeggia l’uscita dai rigori invernali e si accoglie la luce che prende il sopravvento sul buio; in tale data, naturalmente simbolica, abbiamo deciso di raccoglierci in piazza per dare il benvenuto a questa sentenza che, comunque vada, sarà un evento epocale per il nostro Paese, in cui fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile anche solo osare ipotizzare un matrimonio fra due donne o due uomini.

“PRIMAVERA DI UNA NUOVA ERA” è il titolo che abbiamo scelto per la nostra manifestazione, al fine di sancire l’inizio di una nuova fase per i diritti civili delle cittadine e dei cittadini di questo Paese, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

Vogliamo infatti cogliere questa occasione per discutere pubblicamente, con tutta la cittadinanza, il senso dei ricorsi e delle azioni legate ad “Affermazione Civile”, portate oggi avanti dal comitato “Sì, lo voglio”, anche grazie alla presenza delle coppie che questi ricorsi li hanno presentati.

Nostro intento è approfondire il tema del matrimonio fra persone dello stesso sesso, per informare, informarsi e condividere insieme sogni, speranze e conoscenza, magari assieme a coloro che, in coppie di sesso diverso, godono già di questo diritto.

Oltre ad interventi di esperti e di personalità coinvolte nel tema, tutti i presenti potranno esprimersi ed esporre le proprie opinioni dibattendole in un pubblico e sereno dibattito.

Chiediamo a chi interverrà di portare con sé, oltre alle bandiere rainbow, quelle delle associazioni e delle forze politiche, soltanto una fiaccola, un fiore o un bouquet di fiori bianchi, con su un biglietto in cui si esprima quel che si desidera sul matrimonio fra persone dello stesso sesso, al termine dell’iniziativa chi vorrà potrà, a titolo puramente personale, andare a posare il proprio fiore o il proprio bouquet, insieme al biglietto, davanti alla vicina sede della Consulta, in Piazza del Quirinale 41.

L’appuntamento è quindi domenica 21 marzo alle ore 17:30 in Piazza SS. Apostoli a Roma, così come in altre cento piazze italiane dove verranno allestiti dei presidi, per salutare assieme l’inizio di questa PRIMAVERA DI UNA NUOVA ERA.

Comitato “Sì, lo voglio”

¡ Que viva España !

Dopo un mese di sciopero della fame, vista la quasi totale noncuranza dei politici italiani per i diritti di cittadinanza di milioni di persone, Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia hanno deciso di chiedere di essere accolti in un Paese più civile del nostro.

Per supportare la loro battaglia e rinnovare ancora una volta l’invito ai politici italiani a prendere in considerazione le istanze legittime e non rimandabili all’infinito delle persone omosessuali cui in Italia non è consentito di progettare un futuro di coppia scenderemo in piazza al fianco di Francesco e Manuel.

Venerdì 5 Febbraio alle 19:00 porteremo i nostri corpi, le nostre fiaccole e le nostre bandiere sotto l’ambasciata spagnola per accompagnare Francesco e Manuel. La mattina, infatti, si recheranno presso l’Ambasciata di Spagna dove chiederanno formalmente asilo per vedere finalmente riconosciuto il loro diritto ad una vita insieme, i loro diritti e i loro doveri.

Le modalità di We Have a Dream sono ormai note: manifestazioni pacifiche, bandiere rainbow e fiaccole.

Unisciti ad una battaglia di civiltà che la politica italiana preferisce ignorare.

OMOCAUSTO

27 gennaio: “Giornata della Memoria delle vittime dell’olocausto nazi-fascista”.
Una pagina oscura della storia che ha cancellato le vite di milioni di ebrei, rom, perseguitati e oppositori politici, testimoni di Geova, persone considerate socialmente pericolose, gay e lesbiche.

In molti paesi monumenti dedicati alle vittime di questa tragedia aiutano a non dimenticare.
Quello di Roma sorge in piazzale Ostiense dal 25 aprile del 1995. Ormai ignorato e in stato di abbandono, è simbolo del martirio di tutte le vittime perseguitate dalla follia del nazi-fascismo.
Anche oggi siamo qui per non dimenticare.

Cittadine e cittadini omosessuali, transessuali e intersessuali, non dimentichiamo che, solo in Germania, 100.000 persone omosessuali furono arrestate, 60.000 condannate a pene detentive e a migliaia torturate e uccise nei lager. In Italia, moltissimi omosessuali furono condannati al confino. Un omocausto, come lo definito parecchi anni fa Massimo Consoli.
Ridiamo voce e dignità a queste vite massacrate solo per il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere. Ricordiamo a noi tutti che di omofobia e transfobia si muore ancora oggi, in molti, troppi paesi del mondo.

E nella “civile” Italia, si emargina e si limita la vita e la libertà di omosessuali e transessuali, negando diritti fondamentali e affondando progetti di legge che dovrebbero almeno tutelare contro la violenza e la sopraffazione.

L’appuntamento è mercoledì 27 Gennaio alle 19 in piazzale Ostiense. Il momunento si trova nel piccolo parco al centro della piazza, fra le stazioni Roma-Lido e della metropolitana e la Piramide Cestia.

Link all’evento Facebook.